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Il BenEssere in azienda

Teambuilding-Success-Tips

Da lavoratore dipendente, manager in aziende multinazionali, mi sono sempre chiesto in oltre 20 anni di carriera come mai le aziende per cui ho lavorato e lavoro dedichino poco tempo alla formazione delle persone, nonostante ne parlino nei loro slogan e nei loro siti…

È davvero paradossale leggere, da una parte, questa attenzione spasmodica alle risorse e, dall’altra, una reale e scarsa dedizione al miglioramento dei propri collaboratori. Ho chiesto ai miei colleghi e ho potuto constatare che questo è un male diffuso. E, tra l’altro, quei pochi percorsi formativi che venivano e vengono tutt’ora fatti sono spesso legati al miglioramento delle skill professionali.

Come coach, ho imparato ad osservare punti di vista diversi e mi sono chiesto se fosse possibile, invece, che la formazione si faccia, ma non sia ritenuta adeguata dai dipendenti.

Ma come si può essere felici al lavoro? Si può staccare la spina della vita privata e collegare quella lavorativa e viceversa, mettendo da parte la “commistione” delle situazioni emotive dell’una con l’altra e viceversa?

Premesso che il concetto di felicità è del tutto soggettivo e rappresenta una nominalizzazione o generalizzazione di ciò che proviamo o desideriamo provare, mi sono accorto negli ultimi anni che percorsi formativi legati al miglioramento del proprio benessere in azienda non ce ne sono. Non me ne vogliano i miei colleghi e tutti coloro che a vario titolo, nelle aziende guardano ai percorsi di crescita personale come la classica formazione da leader, da manager, da coach, da team, da motivazione, sicuramente tutti validi ed efficaci e sono fondamentali per migliorare alcuni aspetti della persona. Allora tornando con la mente indietro nel tempo quando qualcuno, sicuramente più illustre di me, ha detto “mens sana in corpore sano”, ho potuto davvero comprendere il significato di quella massima; avrete, sicuramente, sentito anche parlare degli studi su PNEI, Psico Neuro Endocrino Immunologia, in cui esiste una stretta correlazione tra mente e corpo e viceversa. Tra l’altro, cit dal sito www.pnei-it.com, “…

Nella nostra cultura le aziende pensano a fare formazione pensando alla persona sì, anche se insieme al suo contesto e non alla persona in sé. Proprio per questa mancanza, ho deciso di creare un format che consente davvero di esprimersi al meglio che possiamo; ed è proprio lì la sottile magia. In questo format che si chiama “PERFORMARE”, dedicato alle aziende, fornisco tutte le linee guida per poter ottenere risultati estremamente efficaci in quello che i lavoratori fanno. Chi è il lavoratore a cui è rivolto questo percorso? TUTTI, indistintamente. Nella vita personale, quando stiamo bene, “bene davvero” e facciamo le cose che ci piace fare, siamo immersi in un mondo quasi paradisiaco. Perché, allora non riprodurre questo stato anche nel mondo del lavoro?- Imparare a fare al meglio che possiamo anche quello che “Non sta nelle nostre corde” o non siamo motivati a fare, semplicemente cambiando punto di vista;- Uscire dall’ufficio al termine della propria giornata lavorativa meno stanchi o affaticati del solito, e con una buona carica di energia sufficiente per poter fare altro con consapevolezza e pienezza – Poter davvero alzarsi al mattino con una carica positiva farà di voi dei lavoratori migliori! Come lavoratore sarei davvero grato alla mia azienda se mi desse la possibilità di un percorso di miglioramento delle mie condizioni di benessere e ancor di più se lo estendesse ad un componente della mia famiglia. Sarei grato per questo. E come potrei esprimere al meglio la mia gratitudine? Semplicemente producendo di più, non solo perché avrei la voglia di farlo; lo farei anche perché la mia mente e il mio corpo sono pronti a farlo. È tutt’altro che facile, ne sono consapevole, che ogni azienda, ogni imprenditore decidano per se ed i propri collaboratori un percorso di miglioramento del proprio benessere; è un fatto di cultura. L’ho detto prima, ma chi lo ha fatto, ha intrapreso davvero un cammino di cambiamento anche aziendale. In una azienda hanno messo le macchinette con alimenti biologici, hanno eliminato le bevande ormai comuni portatrici sane di malattie. È vero, siamo noi che possiamo decidere di berle o meno, ma siamo consapevoli di scegliere davvero per noi stessi?

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