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La produttività emotiva

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OGGI NON MI VA DI ANDARE AL LAVORO!  vs  E VAI, OGGI DEVO INIZIARE QUESTO NUOVO PROGETTO!!

Quante volte abbiamo sentito queste frasi o le abbiamo dette anche noi? Anche io in passato le dicevo e, quantunque mi sentissi parte di una squadra produttiva (fattore molto importante), spesso le mie performance (cosi anche degli altri) erano basse e di conseguenza i risultati erano scadenti.

Ci si limitava a valutare il minimo che si potesse fare e raggiungerlo. E l’efficienza? Quanto era il valore del rendimento dei singoli e poi di quello del team?

Avete mai partecipato a riunioni in cui dopo 2 ore, meravigliosamente passate ad ammirare il paesaggio al di là della finestra o a riempire fogli di carta (eh sì, oggi si scrive sui tablet, io son partito dai pezzi di carta), ci si sentiva svuotati e con un risultato che poteva essere raggiunto in un ¼ del tempo?

Ognuno di noi è un’emozione che si muove all’interno di 4 mura, in ufficio, in casa, in sala riunioni, in salumeria, nella stanza del capo… e queste emozioni in ogni momento ci aiutano o meno nel prendere decisioni funzionali al risultato.

Il benessere è ormai uno dei temi centrali su cui confrontarsi, anche se, spesso, nel momento contingente di cambiamento, di riorganizzazione del mondo del lavoro stesso, è passato in secondo piano in molte organizzazioni. Le aziende che risponderanno immediatamente a questo richiamo, utilizzando percorsi di “benessere in azienda”, favorendo una cultura legata alle emozioni, alla riduzione dello stress, e creando quell’humus fatto di benessere delle persone quali risorse fondamentali per la produttività e la crescita, saranno le prime a crescere in controtendenza nell’anno appena iniziato.

Prendiamo spunto da Google che ha letteralmente stravolto la propria gestione delle risorse, inserendo piani di “welfare” strettamente legati al benessere delle persone. Appunto, su questo argomento, negli Stati Uniti, recenti studi datati ormai 20 anni, hanno dimostrato l’esistenza del legame tra soddisfazione negli ambienti di lavoro, la produttività e redditività dell’azienda, partendo dal presupposto della persona in quanto centro del mondo (aziendale).

L’obiettivo era cambiare i risultati dell’azienda attraverso una vera e propria “Metamorfosi” delle persone, partendo dall’intelligenza emotiva. Intelligenza emotiva e modi comportamentali sono quindi al centro di questa rivoluzione del “benessere in azienda”.

Si tratta di percorsi legati alla consapevolezza di ogni singola risorsa umana dell’azienda, attraverso la riscoperta delle emozioni, del proprio corpo e del lavoro di squadra effettuato attraverso il meccanismo della posizione percettiva. Noi viviamo di emozioni e la produttività è legata ad esse. In ogni nostro ambito, quindi anche in quello lavorativo.

Il benessere sarà il segreto della nuova produttività aziendale: la produttività emotiva.

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